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Stefano Guzzetti: la musica come essenza della vita.

La musica è vita, è quell’elemento senza il quale gli artisti non riuscirebbero ad essere se stessi. “Senza te non sono niente”, sembra la frase che ognuno di loro ripete sottovoce quando diventa tutt’uno con lo strumento che suona e così ci piace immaginare, mentre la pronuncia con lo sguardo rivolto alla tastiera del suo pianoforte, uno dei più talentuosi musicisti e compositori della Sardegna.

Stefano Guzzetti, pianista e compositore Cagliaritano, è un artista conosciuto in tutto il mondo, con dieci milioni di ascolti su Spotify e un tour che nei mesi scorsi lo ha portato nella Chiesa di Saint John a Londra, e in Giappone nelle città di Osaka, Tokyo e Kyoto. A marzo è uscito in Europa e America, dopo la prima uscita in Giappone a gennaio, l’ultimo album Leaf prodotto dalla sua etichetta discografica Stella Recordings. Per la realizzazione di quest’ultimo lavoro hanno collaborato con Guzzetti,  Simone Soro (violino), Francesco Pilia (viola), Gianluca Pischedda (cello), Sebastiano Dessanay (contrabbasso), Lorenzo Baldoni (clarinetto).

Perché hai scelto il titolo “Leaf” che significa “foglia”? 
Le foglie, viste da lontano, sono solo apparentemente dei piccoli e insignificanti pezzetti di verde. Ma se noi accorciamo le distanze e le guardiamo da vicino con attenzione, scopriamo un mondo fatto di strutture e percorsi forti e deboli allo stesso tempo. Noi siamo un po’ come le foglie, delicate ma allo stesso ricche di grande forza.

Come nascono le tue musiche?
A volte da semplici suggestioni o da frasi della vita di tutti i giorni. Osservo molto tutto ciò che mi circonda e resto in “ascolto”. Altre volte a ispirare le mie musiche sono le letture che faccio o i film che vedo: amo molto leggere e andare al cinema.

Ispirazione a parte, cosa avviene nella giornata tipo di un musicista / compositore?
Molto spazio viene dedicato alla promozione dei miei lavori tramite internet e social network. Scrivo in inglese per poter arrivare a tutti, anche al di fuori della mia terra, e curo molto i contatti. Lavoro a 360 gradi su più aspetti. E poi c’è la parte dedicata alla scrittura delle partiture per i musicisti che collaborano con me.

Nel 2015, l’artista ha pubblicato, sempre con la sua etichetta, l’album Ensemble  in cui unisce il pianoforte al trio d’archi composto da Simone Soro (violino), Giulia Dessy (viola) e Gianluca Pischedda (cello). Un album dove sono racchiuse musiche che nella mente di chi ascolta fanno nascere delle storie con personaggi in carne ed ossa alla ricerca di se stessi tra le strade di grandi città deserte, dove si aggirano senza una meta precisa con il peso della loro malinconia, dei loro dubbi e delle loro speranze fatte di dolci sentimenti e di amore per le piccole cose di ogni giorno. Il vinile di Ensemble è stato regalato al Re e alla Regina del Belgio. Numerosi e di grande prestigio i progetti portati avanti dal nostro artista che recentemente ha firmato un contratto di publishing con la Mute, etichetta britannica dei famosi gruppi Depeche Mode e Erasure. Tra i tanti ricordiamo le musiche composte per ‘La nostra quarantena’ e ‘Tutte le storie di Piera’ del regista Peter Marcias, per ‘Madre Acqua’, il documentario di Daniele Atzeni dedicato allo scrittore cagliaritano Sergio Atzeni, e per i book trailer dei libri pubblicati da Einaudi, ‘Un posto anche per me’ di Francesco Abate e ‘L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio’ di Haruki Murakami. Lavori che rendono Guzzetti un artista capace di fondere il linguaggio musicale alla letteratura e al cinema.

Una curiosità. Se tu potessi essere musica, saresti…
Senza dubbio sarei ‘Alina’ di Arvo Part.

Spirituale, vulnerabile e dolcissima la musica del compositore di origini estoni di Arvo Part, come l’animo di Stefano Guzzetti che con la semplicità della sua arte fa emergere le nostre emozioni.

Giulia Marini